Cuba, Marrero premier dopo 43 anni


Nominato il ministro del Turismo Manuel Marrero Cruz, sulla scia della nuova Costituzione. La carica nell'isola, stretta dalla morsa dell'embargo Usa, era stata eliminata nel 1976


Per la prima volta dopo 43 anni Cuba ha un premier. Il Parlamento cubano, infatti, ha approvato all’unanimità la nomina di Manuel Marrero Cruz, ministro del Turismo, di cui il presidente Miguel Díaz-Canel ha sottolineato «onestà, capacità di lavorare e lealtà verso il Partito comunista e la rivoluzione». La figura istituzionale del primo ministro, ricoperta da Fidel Castro a partire dal 1959 - anno della rivoluzione -, venne eliminata nel 1976, quando il líder maximo assunse la guida del partito, del Consiglio di Stato e del Consiglio dei ministri.

Marrero, architetto di 56 anni, «assisterà il capo dello Stato nello svolgimento delle sue funzioni di governo», come spiega Granma, il giornale ufficiale del Partito comunista. La nomina di Marrero, che ha ricevuto le congratulazioni anche di Raul Castro - presidente fino al 2018 e tuttora alla guida del Partito comunista -, rientra tra le norme introdotte dalla nuova Costituzione, approvata attraverso referendum lo scorso febbraio ed entrata in vigore in primavera. Obiettivo delle riforme è dare impulso a un processo di decentralizzazione e cambiamento generazionale, senza intaccare il ruolo primario del partito e l’assetto socialista.


Il nuovo premier, titolare del dicastero del Turismo dal 2004, viene dall’industria turistica, avendo presieduto la compagnia statale militare Gaviota, i cui hotel sono al momento soggetti alle sanzioni economiche varate dal governo statunitense presieduto da Donald Trump. Tale scelta sottolinea l’importanza sempre maggiore del settore turistico nell’economia cubana, strangolata dalla guerra economica dichiarata dall’amministrazione a stelle e strisce.




Nell’isola caraibica è in corso una delle più gravi crisi degli ultimi decenni, che si manifesta plasticamente negli scaffali dei supermercati desolatamente vuoti. La stretta all’embargo voluta dalla Casa bianca ha partorito quasi 190 sanzioni economiche ai danni di Cuba.