Perù, gol e sciamani: tutti pazzi per Lapadula

di Stefano Chiarelli

A poche ore dal debutto con La Blanquirroja per le qualificazioni ai Mondiali del 2022, il Perù è in fermento per l'attaccante italiano Gianluca Lapadula, fresco di cittadinanza peruviana. Una seconda scelta dopo anni di corteggiamento, una volta sfumato il sogno azzurro. Ma ora il bomber del Benevento - 'benedetto' anche da sciamani andini - vuole ricambiare l'amore del suo nuovo popolo


Benché sul campo la storia d'amore tra Gianluca Lapadula e il Perù non sia ancora cominciata, non si può negare che abbia assunto contorni più travagliati e 'vissuti' di tanti matrimoni. Già, perché a poche ore dal suo debutto (forse da titolare) con La Blanquirroja - in programma sabato a mezzanotte (ora italiana) a Santiago del Cile, nella terza giornata del girone di qualificazione ai Mondiali di Qatar 2022 - il bomber del Benevento è reduce da giorni di spasmodica attesa, da far tremare calcisticamente i polsi.


Encomi pubblici dal proprio c.t. Ricardo Gareca, elogi ripetuti da stampa e tifosi sui social e, per non farsi mancare nulla, la benedizione del celebre sciamano Don Abel, che l'ha consacrato alle divinità delle montagne delle Ande e alla Madre Terra affinché possa trovare il gol sia sabato in Cile che mercoledì a Lima contro l'Argentina: difficile dire che Lapadula in questi giorni non abbia gli occhi del mondo sudamericano (e non solo) puntati addosso.

Paesaggio andino in Perù: per Lapadula si mobilitano anche gli sciamani

Ma Gianluca, quando alcune settimane fa ha avviato l'iter per ottenere la cittadinanza del paese della madre, era assolutamente consapevole che scegliere finalmente di inseguire col Perù il (difficile) sogno mondiale avrebbe fatto letteralmente esplodere la passione di quello che ormai è il 'suo' popolo, in questi giorni caldi sceso in piazza per protestare dopo la destituzione del presidente Martín Vizcarra e l'insediamento ad interim del successore Manuel Merino.


Dal sogno azzurro alla Blanquirroja: un lungo corteggiamento


Del resto non è certo da ieri che si parla della convocazione di Lapadula con La Blanquirroja. Bensì dal lontano 2015, quando il trentenne ex attaccante del Milan, allora stella di un Pescara che grazie ai suoi 30 gol otterrà l'anno seguente la promozione in A, venne per la prima volta 'corteggiato' da Gareca, che non esitò a offrire ad un ragazzo torinese proveniente dai polverosi campi della provincia italiana l'opportunità di diventare l'erede dei monumenti Claudio Pizarro e Paolo Guerrero.


Cinque anni di ammiccamenti, tentennamenti, sguardi d'intesa mai sfociati in qualcosa di più serio e la sensazione che vestire la maglia del Perù avrebbe rappresentato una seconda scelta, un onore sacrificabile all'altare (e non che fosse poco) della possibilità di giocare con l'Italia. Proprio quella maglia azzurra con cui Lapadula detiene una sorta di record (3 gol nell'unica presenza, un'amichevole del 2017 vinta 8-0 contro San Marino), per la quale il Perù è stato a lungo tenuto a bagnomaria e che, tuttavia, nel corso di queste stagioni costellate da infortuni e cambi di casacche, mai è riuscito a conquistare.

Lapadula con la maglia azzurra nell'amichevole vinta contro San Marino

Una seconda possibilità 'mondiale'

Ma avercene di seconde possibilità simili nella vita, vale a dire indossare la camiseta dei vicecampioni della Copa America 2019. Così, dal sogno ormai infranto di giocare con la nazionale del paese dove è nato e cresciuto, ecco che le classiche sliding doors tipiche del calcio hanno consegnato a Lapadula una chance ancor più romantica: far sognare il popolo peruviano e provare a trascinare la sua nazionale al secondo Mondiale consecutivo.


E a giudicare dal temperamento combattivo e mai domo dell'attaccante, tagliato su misura per le epiche battaglie nei campi delle nazionali sudamericane e ora 'forgiato' da un maestro come il tecnico del Benevento Pippo Inzaghi, la scelta presa dalla Federcalcio peruviana, da Gareca e dal gruppo di senatori della nazionale di 'perdonare' i rifiuti passati non potrà che regalare scintille. E, sperano dalle parti di Lima, tanti gol 'mondiali'.