Venezuela, l'Ue proroga le sanzioni

di Ruggero Tantulli

Embargo sulle armi e divieto di ingresso per una trentina di funzionari venezuelani, oppositori compresi. Queste le misure disposte dal Consiglio Ue, che estende l'embargo fino al 14 novembre 2021. Riconoscendo ancora, contro ogni evidenza, Juan Guaidó come legittimo presidente


La decisione del Consiglio Ue è una conferma della posizione filo-statunitense e anti-Maduro: embargo nei confronti del Venezuela esteso di un anno, fino al 14 novembre 2021. Le misure, annunciate oggi dall'organo europeo, protraggono le sanzioni nei confronti del Paese sudamericano, il cui presidente legittimo - secondo la Ue - è Juan Guaidó.


Le misure di Bruxelles


Embargo sulle armi e divieto di ingresso per una trentina di funzionari venezuelani, sia governativi sia di opposizione rispetto al governo "illegittimo" di Nicolás Maduro.

Queste le misure disposte dal Consiglio Ue, rese note attraverso un comunicato.

«Il Consiglio ha prorogato oggi il regime di sanzioni dell'Ue contro il Venezuela per un anno, fino al 14 novembre 2021», così recita la nota diramata a Bruxelles.


Resta ferma, quindi, la linea europea - che segue quella statunitense - nei confronti del Venezuela, dove il 6 dicembre si voterà per eleggere i 277 deputati del Parlamento.


Dal golpe fallito alle sanzioni


Nel gennaio 2019 l'allora capo dell'opposizione venezuelana Juan Guaidó si è proclamato presidente in carica, ricevendo il sostegno degli Usa, della Ue e di altri Paesi.

Chi invece non riconosce il golpista Guaidó - ormai scaricato sia dagli Usa sia dalla stessa opposizione venezuelana - sono, tra gli altri, Russia, Cina, Turchia e Cuba.

Da quasi due anni Caracas lamenta le violazioni del diritto internazionale e i danni economici derivanti dalle misure coercitive unilaterali di Bruxelles.